Distinguere il “forte” dal “debole”

Questa foto risale ad un paio di mesi fa. Scrissi alcune righe su Rosalio (http://www.rosalio.it/2011/11/28/distinguere-il-forte-dal-debole-a-palermo/), per condividere una riflessione che credo sia di particolare rilevanza mentre ci avviciniamo alle elezioni amministrative in città.

Via Mura di Porta Carini è una strada che finisce in cul de sac su un’area pedonale.
In fondo alla via, in corrispondenza dei dissuasori, un groviglio di automobili e motorini posteggiati, gli uni addosso agli altri.
Passare a piedi vuol dire districarsi nella selva, farlo in bicicletta non è possibile. Figurarsi con una carrozzella o un passeggino.
Normale, a Palermo, direte. Eppure, qui, non siamo in un luogo qualunque: l’area pedonale è quella del Palazzo di Giustizia. Realisticamente, i mezzi sono di giudici, avvocati o aspiranti tali, dipendenti del palazzo. Buona parte dell’”elite culturale” cittadina. Peraltro con una formazione in diritto.
A poche decine di metri, l’insegna del parcheggio sotterraneo segna 130 posti liberi.
Ora, delle due l’una, o i titolari di quei mezzi son convinti che disabili e mamme in carrozzina sono categorie forti, e fatti loro se devono allungare qualche centinaio di metri. Oppure questa è una città indegna, perché senza rispetto di chi è più debole, non esiste dignità. Probabilmente, una laurea in Giurisprudenza non è sufficiente, a Palermo, a distinguere il forte dal debole, il degno dell’indegno.

A Palermo, nei prossimi anni, sarà necessario ricostruire una consapevolezza comune di chi sia “forte” e chi sia “debole”. Costruire una consapevolezza che rallentare il traffico posteggiando in seconda fila è grave, bloccare gli scivoli pedonali, invece, è orrendo. Significa, praticamente, impedire la vita di certe persone. Di persone che non hanno la fortuna che abbiamo di poter scavalcare una macchina, aggirare un motorino.

Non solo il rispetto delle regole. Ma la consapevolezza che certe regole sono lo strumento che permette a tutti di vivere. E la consapevolezza che infrangere certe regole significa togliere diritti agli altri.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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