Mobilità a Palermo: la strada dei “tre tempi”

Molti candidati al Consiglio Comunale, così come i candidati a sindaco, hanno scritto o parlato, in questi giorni, delle questioni della mobilità cittadina.
Come spesso succede, trattandosi di un tema complesso e multidisciplinare, le affermazioni “semplici”, rischiano di diventare puri slogan.
Le molteplici relazioni che esistono tra mobilità privata, mobilità pubblica, scale di quartiere, città e area metropolitana non possono essere affrontate, credo, come singole questioni: senza una strategia di medio e lungo termine, ogni azione può trasformarsi nel suo opposto.
Un esempio? Le pedonalizzazioni nei fine settimana attuate dall’amministrazione Cammarata che hanno, si, regalato ai Palermitani le vie del centro per un giorno, ma al costo di un incremento esponenziale del traffico nelle aree limitrofe ed effetti complessivi negativi sulla qualità dell’aria.

Un lavoro efficace può essere compiuto ragionando insieme su tre livelli: nel breve, nel medio e nel lungo periodo.
Nel breve termine, si può:

  •  mettere a regime l’Amat (con pochi fondi si farebbero ripartire i mezzi e la si renderebbe nuovamente economicamente produttiva);
  • promuovere regolamenti per favorire l’uso delle biciclette (ad esempio permettendo di andare in controsenso come a Ferrara);
  • intensificare i controlli contro le soste selvagge (attraverso una riorganizzazione della Polizia Municipale e costo zero);
  • introdurre le ZTL (ora che il Piano Traffico è approvato, ovviamente sul serio e non per favorire gli amichetti come fece Cammarata);
  • implementare le zone pedonali già definite nel Piano Traffico.

Nel medio termine, si deve:

  • col completamento di passante ferroviario e linee tranviarie si potrà procedere ad ulteriore allargamento delle ZTL e delle zone pedonali;
  • messa a sistema della rete di trasporto pubblico urbano;
  • realizzazione di piste ciclabili per i percorsi medio-lunghi.
La strategia per il lungo termine può essere:
  • realizzazione del sistema di trasporto integrato metropolitano: 400 mila palermitani vivono nei comuni limitrofi e quelli che lavorano a Palermo (parecchie decine di migliaia) vengono tutti in macchina;
  • mettere a sistema FF.SS. e servizi gommati con un’amministrazione unica e biglietti a zone;
  • a quel punto, si potrà rendere tutto il centro storico accessibile alle sole automobili dei residenti con l’accesso condizionato.

Ci vuole una decina d’anni, occhio e croce.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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2 risposte a Mobilità a Palermo: la strada dei “tre tempi”

  1. Pensarei anche al bike sharing. A Milano ha avuto una crescita esponenziale anche in mancanza di effettive piste ciclabili e la richiesta di nuove stazioni e di nuovi mezzi è altissima.

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