I nostri diritti, la vostra benevolenza. Lettera aperta a Rosy Bindi

“Mi hanno convocato una piazza contro per aver provato a dar un riconoscimento giuridico a voi ed alle vostre relazioni affettive”.

In queste sue parole, presidente Rosi Bindi, sta la sintesi del perché il Partito Democratico non potrà mai essere un partito progressista, almeno stante la presente struttura e classe dirigente. Un’idea dei diritti civili come un appannaggio di alcuni – “noi”, i cattolici, le famiglie “normali” – che si possono spendere, con benevolenza cristiana, per concedere dei diritti a “voi”, gli altri, quelli non inclusi nella morale dominante cristiano-liberale.

I diritti prescindono dalle convinzioni religiose, dall’orientamento sessuale, dal colore della pelle, dai gusti e dalle preferenze personali, presidente Bindi. Questo è un concetto basilare per pretendere di rappresentare il mondo progressista nel XXI secolo. Ed è un concetto che ormai prende piede anche nelle destre liberali di mezzo mondo occidentale.

Solo due giorni fa, presidente, aveva sostenuto che i matrimoni di coppie non eterosessuali sono “proibiti dalla Costituzione“. Una Costituzione di 60 anni fa, presidente, scritta in un mondo diverso, certamente più bigotto del mondo d’oggi per quanto riguarda i diritti civili. Una Costituzione intoccabile come baluardo della vostra moralità, modificabile però in un batter d’occhio quando si tratta di condannarci, attraverso il pareggio di bilancio obbligatorio e il fiscal compact, a draconiane misure volute da chi sta condannando l’Europa ad un futuro sudamericano di polarizzazione e frammentazione sociale. Col vostro voto, presidente Bindi, e il vostro silenzio.

Fatevi da parte, suvvia, o almeno toglietevi le maschere che vi pongono in un campo che non vi appartiene, il campo di chi chiede equità sociale e parità di diritti, che lo vogliate chiamare sinistra, progressismo o riformismo. Non è più uno spazio che vi appartiene, non siete più maggioranza dominante, presidente, il vostro è uno spazio che ormai appartiene solo ai poteri economici e a minoranze elitarie che pretendono di dipingere, attraverso la loro morale, quel che è accettabile e quel che non lo è. Per voi, che giudicate i nostri diritti in base ai nostri gusti sessuali, che ci condannate, intanto, a un futuro di sofferenza per ripagare i disastri che voi avete fatto, per voi non c’è più spazio.

Appartenete ad un mondo moribondo che prova a trascinarci nel suo affondare.

Lasciate perdere, ritiratevi, almeno finirete con dignità e vi ricorderemo senza odio.

Annunci

Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
Questa voce è stata pubblicata in politica, riflessioni ed idee e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a I nostri diritti, la vostra benevolenza. Lettera aperta a Rosy Bindi

  1. Pingback: Il matrimonio e la costituzione | Simone Tulumello

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...