Una buona notizia. Anzi no. Sul rating etico delle aziende

Abbiamo imparato, a nostre spese, a conoscere le tre principali agenzie di rating (Standard & Poor’s; Moody’s, Fitch) che da qualche hanno fanno il brutto e cattivo tempo, accorgendosi dell’inaffidabilità di tutto e tutti tranne che delle banche loro amiche (che so, Lehman Brothers) e dei loro fondi spazzatura. Insomma, agenzie di valutazione che più che valutare servono ad influenzare il mercato a piacimento dei loro finanziatori (le banche di investimento, ovviamente).

Ieri scopro, inizialmente con estrema gioia, che esiste, da qualche anno, anche una agenzia di rating che valuta l’etica delle aziende, la loro qualità in tema di rispetto dell’ambiente, governance, welfare e impegno e trasparenza. Splendida idea, no? In un mondo nel quale tante (troppe?) aziende multinazionali sono ormai più grandi e potenti di tanti stati, è evidente la necessità che l’attenzione sull’etica sia rivolta a loro almeno quanto ai governanti, ai politici: la responsabilità sociale del privato è un dato evidente, in epoca di globalizzazione.

Insomma, sono appena uscite le valutazioni per il 2012.

In Italia, in testa, con un rating di EEE- (il massimo è EEE, che riecheggia la tripla A del rating economico), è l’ENI. Seconda, con EE+, la Saipem, controllata del gruppo ENI. L’ENI? Stiamo parlando della stessa ENI, mi sono chiesto? Quell’ENI che, insieme alla Shell, sta devastando il delta del Niger, condannando alla povertà ed alla morte centinaia di milioni di persone per non investire quel poco che servirebbe ad eliminare il fenomeno del “gas flaring”? Si, è quella.

Terza in classifica, con EE+, l’Enel. Oddio, non staremo parlando di questa Enel… Di quell’Enel per la quale Greenpeace ha dimostrato la assoluta insostenibilità ambientale. Si, è quella.

Lasciamo stare Repubblica che, cito, parla così di ENI: “come le grandi major petrolifere, è anche l’azienda che dedica più risorse all’impegno per il sociale”.

Insomma, ci sono rimasto. Ed ho incominciato a rivalutare la serietà di Moody’s, al confronto…

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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