Verso le regionali, le risposte dei candidati: Giulio Campo

Appena 3 giorni dopo la mia richiesta, son arrivate le risposte dal primo dei 4 candidati all’Assemblea Regionale cui avevo posto 4 domande per chiarirmi le idee. Si tratta di Giulio Campo, candidato nella lista Claudio Fava presidente, insegnante, capo scout e fondatore di Un’altra Storia che parla di Europa, partecipazione e di un progetto dal nome “adotta un deputato” .

Di seguito le domande e le risposte per come le ho ricevute. Buona lettura.

Presentati brevemente, in particolare chiarendo quali esperienze/competenze/idee puoi portare all’assemblea regionale.

Caro Simone, grazie per l’attenzione che mi hai rivolto e per il metodo che hai scelto per dare il tuo prezioso voto. Conosci la mia esperienza di vita ma, essendo una domanda pubblica volta a me a ad altri candidati, a disposizione di un blog, riassumo le mie principali esperienze:

Ho 53 anni,nato a Palermo, sposato, padre di due figlie, nonno di due splendidi bambini.

Professionalmente sono un insegnante di educazione fisica nelle scuole secondarie di II grado, attualmente insegno nel liceo scienze umane “De Cosmi”. Ho svolto per circa 15 anni il ruolo di RSU e di RSL; tutor nei progetti PON; responsabile della dispersione scolastica del mio istituto.

Sono un capo impegnato nell’Agesci (associazione guide e scout cattolici italiani) di cui faccio parte fin dall’età di 8 anni. In associazione ricopro il ruolo di educatore dei ragazzi e delle ragazze; sono un formatore nazionale di capi; rappresento la nostra regione nel Consiglio Generale (riunione di tutti i delegati d’Italia); sono stato portavoce e fondatore del forum regionale del “terzo settore”.

La mia esperienza di volontariato mi ha portato a vivere realtà di disagio giovanile presso L’Istituto Malaspina di Palermo e presso l’ex ospedale psichiatrico .

Sono stato co–fondatore di Un’altra Storia, il movimento fondato da Rita Borsellino dopo l’esperienza “Rita presidente del 2006. Ho partecipato attivamente alla stesura del programma partecipato. Attualmente sono componente del cantiere municipale di Palermo.

Le mie esperienze e le relative competenze sono legate alle problematiche giovanili, al mondo della scuola e del volontariato associativo sociale.

In assemblea spero di rendere proficue queste mie competenze che mi hanno dato l’opportunità di conoscere e condividere realtà problematiche e difficili e soprattutto fatto conoscere il mondo del disagio e dell’emarginazione.

La questione dello sviluppo economico delle regioni meridionali è oramai cruciale per tutto il paese, perché si tratta di un’area con un margine di sviluppo elevatissimo rispetto ad altre con economie più floride: di conseguenza, in tempo di crisi nazionale, un aumento del PIL meridionale sarebbe un valido contributo alla ripartenza di tutto il paese, grazie alle aumentate entrate fiscali e alla diminuita necessità di misure straordinarie di sostegno del reddito. La Regione siciliana (intesa come macchina politica, burocratica e amministrativa) in questi ultimi 12 anni, più che un motore, ha rappresentato un (forse il principale) freno allo sviluppo. Come pensi che la macchina regionale possa in tempi medio-brevi ritornare ad essere motore, anche in riferimento all’uso dei fondi europei della programmazione 2014-2020?

La Regione siciliana ha rappresentato in modo improprio la sua capacità di sviluppo considerando prioritario il soddisfacimento di tante piccole clientele invece di ricercare un motivo e un metodo che vedesse prioritaria la realizzazione di alcuni assi portanti di sviluppo da cui poi poter generare la crescita di ogni singolo individuo e impresa appartenente alla regione. Credo fermamente che all’interno della macchina burocratica regionale siano presenti uomini e risorse capaci e indipendenti in condizione di ridare il giusto ruolo all’Amministrazione regionale. Si tratta di riorganizzare e responsabilizzare, di scegliere in base al merito, alle capacità individuali, mettendo gli uomini e le donne giuste al posto giusto. Selezionare in base ad un concorso interno che ristabilisca i ruoli e le funzioni, ricreare le condizioni perché si riveda il ruolo unico della dirigenza, rendendo dirigente chi è realmente capace di dirigere ed essere responsabile e di riportare ai ruoli tecnici coloro che invece hanno professionalità meramente tecniche e che mai potrebbero essere dirigenti se non per meriti di clientela.

Si dovrebbero indirizzare le risorse su pochi assi strategici in condizione, in breve, di mobilitare risorse economiche pubbliche e private, sforbiciando autorizzazioni e coinvolgimento di uffici regionali, difendendo il suolo e recuperando i patrimoni abbandonati, promuovendo le reti e i territori, facendo passare i rifiuti da problema a risorsa, valorizzando i giovani e non le appartenenze.

E poi la Regione dovrebbe diventare quello che non è, organo di indirizzo e non di gestione e ciò vale anche per la gestione dei fondi strutturali: la regione dovrebbe delegare agli enti locali anche l’autorità di gestione, avviando un percorso di reale partenariato che sappia coniugare realmente le esigenze dei territori con le politiche economiche regionali. E infine abbandonare un pizzico di autonomia in nome di una efficienza dettata anche dallo spauracchio dei controlli esterni alla Regione, limitando gli abusi intollerabili di una casta politica inconcludente, corrotta e incompetente.

Migliaia sono, ogni anno, i giovani siciliani formati che prendono la strada dell’emigrazione. Intanto, la disoccupazione giovanile in Sicilia ha toccato valori drammatici. Come pensi si possa rilanciare l’occupazione giovanile, frenare l’emigrazione delle menti migliori e, contemporaneamente, rendere la Sicilia terra di attrazione per giovani stranieri?

Per uno come me immerso giornalmente tra i giovani, si deve, prioritariamente partire dal considerare il mondo giovanile come risorsa e non come problema.

Tuttavia oggi è da constatare che anche un’istituzione da sempre sensibile alle tematiche giovanili, come la Commissione Europea, proprio in questi giorni, ha dichiarato che il bilancio UE 2012 necessiterà di una manovra correttiva molto importante, e purtroppo la revisione inciderà profondamente nel programma “Erasmus”.

Va constato quindi che i segnali politici rispetto al quadro complessivo sulle politiche giovanili è tendenzialmente destinato ad indebolirsi .

Io sono profondamente convinto che urge adottare e recepire la Carta Europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale dell’Unione Europea del 2003. A tale scopo, sul modello di quanto realizzato dalla regione Puglia, è possibile liberare ed impegnare risorse europee che vadano in questa direzione.

Contestualmente è possibile elaborare una prima legge quadro regionale di promozione e Coordinamento delle politiche per i giovani e con i giovani.

Per esempio: piano regionale delle politiche giovanili; forum regionale dei giovani, non un luogo consultivo, ma un luogo istituzionale dove i giovani sono protagonisti attivi e partecipi delle decisioni che li riguardano; fondo regionale per le politiche giovanili che garantisca l’accesso al credito e al finanziamento di impresa;carta regionale per l’accesso ai servizi (mobilità, fruizione dei beni culturali, volontariato sociale, ecc…).

C’è un progetto specifico che intendi portare avanti durante la prossima legislatura?

Se sarò eletto cercherò di attivarmi per promuovere iniziative che abbiano la possibilità di promuovere immediate risposte sui temi dell’occupazione giovanile, della gestione delle risorse ambientali e della promozione sociale.

Credo fermamente che occorra, più che lanciare un progetto specifico che potrebbe sembrare anche semplicemente elettoralistico, una vera e propria “rivoluzione culturale, etica e sociale” per ridare alla “politica” la sua dignità di “bene comune”. Una politica che miri a considerare un bene necessario il “bene di tutti”. Andare aldilà degli schieramenti e delle avverse posizioni per cercare “sintesi” su idee e programmi. Per troppo tempo l’assemblea è stato luogo di interessi e di contrapposizioni. Una persona come me potrà certamente ridare spazio a voci più “critiche” e “dimenticate”. Potrà dare spazio a partecipazione e confronto. Pertanto la mia “nuova azione politica” si rivolgerà principalmente ai giovani e soprattutto: alla formazione, all’accesso al mondo del lavoro; alla cittadinanza attiva e alla partecipazione alla vita pubblica.

Inoltre se sarò eletto è mia intenzione lanciare un progetto ai giovani che intendono lanciarsi nel mondo del giornalismo e della comunicazione: “Adotta un deputato”. Si affida a gruppi di giovani (tre al massimo) un deputato dell’ARS che viene monitorato rispetto alle sue funzioni di parlamentare. I giovani dovranno relazionare ed informare l’opinione pubblica in merito alle attività proprie e delle funzioni del deputato adottato.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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