Profumo, la scuola, la crisi

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo si sforza in maniera sostanzialmente quotidiana nel darmi ragione. Ovvero nel fornire dimostrazioni al fatto che la crisi non esiste o, più precisamente, che essa (a prescindere dal fatto che sia stata voluta dal primo momento o meno) sia mantenuta in vita ed utilizzata come strumento per giustificare politiche di polarizzazione sociale ed economica e di riduzione dei livelli democratici.

La nuova pensata del ministro è quella di aumentare, sic et simpliciter e senza alcuna modificazione dello stipendio, le ore di lezione dei docenti medi da 18 a 24. Serve veramente elencare le conseguenze di questa (ancora eventuale) operazione? Forse si.

I nostri insegnanti, già i meno pagati d’Europa, si troverebbero un aumento del carico di lavoro diretto del 33% ed uno del carico di lavoro indiretto non quantificabile (più lezioni da preparare, più compiti da correggere, più consigli scolastici e di classe, più scrutini, più valutazioni…). Al converso, la retribuzione oraria diminuirebbe del 25%. Si porterebbe ad una riduzione quantificabile in alcune decine di migliaia dei professori, demolendo un parco insegnanti già esiguo in confronto agli altri paesi occidentali. Non è nemmeno immaginabile l’effetto sulla qualità della didattica e, quindi, sulla formazione dei ragazzi italiani.

Il risultato? Dare un’ennesima (forse la definitiva) spallata alla istruzione pubblica italiana promuovendo, così, un massiccio ricorso all’istruzione privata da parte di chi ha a cuore la formazione dei propri figli e se lo può permettere. Ancora una volta, polarizzando tra chi può permettersi la formazione di qualità e chi è costretto a affidare il proprio figlio a professori stanchi per carichi di lavoro massacranti.

No, nessun tecnico incaricato del dicastero dell’istruzione proporrebbe mai tali draconiane misure. Un politico il cui fine è quello della demolizione della scuola pubblica, si.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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