Verso quale partecipazione a Palermo?

Ieri pomeriggio, alla GAM di Palermo, è stato presentato il nuovo libro di Giovanni Laino, urbanista e professore alla Università Federico II di Napoli. Il libro, dal titolo “Il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo. La partecipazione come attivazione sociale” affronta il tema dei processi di partecipazione nelle decisioni pubbliche (con attenzione a quelle di pianificazione urbana) con grande attenzione alla straordinaria cultura italiana dell’attivazione sociale di cui Danilo Dolci, Adriano Olivetti, Don Milani sono stati alcuni tra i più noti esponenti.

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Orlando e gli assessori Agnese Ciulla (servizi sociali), Tullio Giuffrè (mobilità), Giusto Catania (partecipazione), Giuseppe Barbera (ambiente), Agata Bazzi (urbanistica).

Purtroppo l’evento è stato molto poco partecipato dal pubblico (probabilmente soprattutto per colpa di una insufficiente pubblicizzazione).

Comunque è stata un’occasione per capire meglio che idea ha la giunta comunale del tema della partecipazione.

Sarò sincero, mi pare che ci siano molte idee, ma ancora un po’ confuse. A parte Giusto Catania, che parte da una chiara prospettiva della partecipazione come strumento per costruire alternative politiche alle pressioni globali di riduzione democratica e Agnese Ciulla che in questi mesi ha già attivato (seppure in maniera poco strutturata) processi di allargamento delle basi di discussione e decisione, l’impressione è che gli altri assessori abbiano un’idea un po’ naif della partecipazione, più come strumento di verifica e discussione a posteriori che come reale strumento di costruzione di società e politiche.

A me è particolarmente caro il tema dell’urbanistica e, sinceramente, non ho capito come si concili la discussione di ieri con la maniera nella quale l’assessore all’urbanistica ha portato avanti il progetto delle pedonalizzazioni in centro storico che, fin qui, è stato un fallimento sia dal punto di vista del coinvolgimento delle cittadinanze locali, sia dal punto di vista della realizzazione: non posso non pensare alla tristissima “isola pedonale” di piazza Marina, un rettangolo pavimentato e recintato, che sarebbe più gradevole come parcheggio che come è adesso. Non è un caso se, tra le isole pedonali pensate, quella che ha avuto più successo e via Chiavettieri che era stata pedonalizzata sostanzialmente in maniera spontanea da locali notturni e dai loro frequentatori.

Un altro tema emerso e che, sinceramente, ho difficoltà a comprendere è il fatto che l’assessore che sta seguendo il nuovo Piano Regolatore sia quello alla mobilità (un trasportista) e non quello all’urbanistica. Si tratta di una scelta politica di incentrare il lavoro sulla mobilità piuttosto che su altri temi? Si tratta di sfiducia nei confronti dell’assessore Bazzi?

Sono domande alle quali mi piacerebbe avere risposta.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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