Il nuovo revisionismo storico

E’ stato quasi una ventina d’anni fa il giorno in cui la nostra professoressa di lettere al liceo ci propose, per compito in classe, di scrivere su un articolo di Alberto Asor Rosa che, partendo da Il Sentiero dei nidi di Ragno di Calvino, denunciava il revisionismo storico che cresceva nei primi anni dopo la prima vittoria elettorale di Berlusconi. Erano gli anni di Alleanza Nazionale al 10%, gli anni in cui Fini non aveva ancora rinunciato alla storia fascista e fior fior di intellettuali trovavano supporto politico a tesi che pretendevano di equiparare i ragazzi di Salò con quelli della Resistenza. Furono anni di grande dibattito, nelle scuole, nelle università, di scontro anche (quasi mai violento) tra visioni dell’Italia e delle sue radici radicalmente diverse. Ricordo benissimo quegli anni come anni di grande crescita di una cultura pienamente politica: anche grazie a questi scontri ideologici.

Quel revisionismo era, si, pericoloso. Ma era, se non altro, sincero. Volevano rivedere la storia e lo chiedevano, lo argomentavano.

Da una decina d’anni a questa parte, è in corso un processo revisionista molto più pericoloso, in Italia. Un processo che vuole dipingere l’Italia come spaccata in due, da una parte “la politica”, “la casta”, tutta uguale, dall’altra “il popolo” schiacciato dalla politica, dai “poteri costituiti”, dai “partiti”, financo dall’Europa e dalle oligarchie economiche mondiali.

E’ un racconto che è stato, prima, del centrodestra berlusconiano che, non potendo nascondere i suoi strutturali legami con poteri corruttivi (e anche mafiosi, come le condanne di Dell’Utri e Cuffaro testimoniano) ha voluto equipararsi a tutti gli altri: “voi ci fate la morale, ma poi…”. Un racconto che, negli ultimi anni, è stato ripreso e amplificato, con ben diversi fini, da Beppe Grillo e dal suo nuovo, enorme potere mediatico.

Questo racconto è quello del “ventennio berlusconiano”: falso perché Berlusconi fino al 2001 ha governato appena 7 mesi e, intanto, l’Italia è cresciuta, si è liberata dal potere militare delle mafie (che stavano per vincere!), è entrata nell’euro (senza il quale sarebbe oggi una povera repubblica semi-democratica e miserabile), ha ridotto le diseguaglianze tra nord e sud.

E’ il racconto della “politica tutta uguale”: falso perché gli anni ’90 sono quelli del centrosinistra, gli anni ’00 quelli del centro destra. E, negli anni ’00, se l’italia non è andata in bancarotta lo deve proprio al centrosinistra che, in soli due anni, recuperò le finanze nazionali.

E’ un racconto virulento perché pretende che la tabula rasa sia l’unico strumento per un cambiamento. Ma le tabulae rase sono quelle che ogni dittatura crea per mantenere lo status quo cambiando nomi e facce. Il cambiamento si può costruire solo su quel che esiste di buono, sulla buona politica (che è maggioritaria nel centrosinistra, basti vedere le regioni e le città che il centro-sinistra amministra!), sulla buona imprenditoria (cambiando quella cattiva!), sulla buona cittadinanza.

Il cambiamento è un processo, non uno scatto.

Chi lo nega è un revisionista storico. Più virulento ancora dei post-fascisti che, almeno, non si nascondono dietro la banalità devastante del “tanto peggio, tanto meglio”.

PS.: la politica, quella buona, è fatta di piccole storie come quella che racconta oggi Angelo d’Orsi, storie che i revisionisti aborrono.

Annunci

Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
Questa voce è stata pubblicata in politica, riflessioni ed idee e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...