Una Barca in alto mare

Allora, ricapitoliamo.

Dalle elezioni son passati oltre 40 giorni e ancora non si sa che fine farà il paese.

Il proto-tentativo di Bersani non si è capito se è terminato o solo in stand-by.

I “saggi” (sarò prevenuto ma una compagine che comprende un Quagliariello e un Violante mi pare che sia un saggio della nostra sopportazione più che altro) non risultano: prima sbandierati come la risposta ad ogni problema, poi “10 giorni e poi basta” (per far che, allora?), ora tacciono (e forse non è la peggior notizia).

Nel PD la notte dei lunghi coltelli si avvicina: da una parte almeno Renzi, Franceschini, Gentiloni, Fioroni, D’Alema (e ho detto tutto) premono per il “governissimo” (ma no, non chiamatelo così!) mettendo in chiaro che tra rottamatori e rottamandi c’è molta poca differenza; dall’altra i “giovani” (quelli veri), Civati, Orfini che hanno ben chiaro che col Caimano mai ma, forse, non son certi sul da farsi; in mezzo, Bersani, eroe d’altri tempi.

Vendola, intanto, tace.

Grillo… Grillo. Da signore del cambiamento a maestro dei giochini di tattica politica, in 40 giorni (sempre quelli) come mette nero su bianco Civati.

Berlusconi, intanto, ha buon gioco a spararne una al dì (tanto effetti non ne fa) e risalire nei sondaggi.

In alto mare, siamo.

Ma, da ieri, c’è una novità. Qualcuno la definirebbe piccola. Io credo che piccola non sia.

Fabrizio Barca, un uomo che negli anni ’90 è stato centrale nelle buone pratiche di sviluppo (quelle grazie alle quali non siamo in fondo al mare, per dire); il miglior ministro del governo Monti (tra Fas e fondi europei ha salvato, si perdoni il gioco scontato, una barca di soldi, in questo annetto); scrive su riviste di ricerca e pratica le pratiche; conosce l’Europa palmo palmo con i suoi problemi e le sue potenzialità.

DI SINISTRA. Quella vera, dico. Moderna perché non attaccata alla protezione degli stessi quattro, radicata perché rifiuta le sirene del turbo-liberismo alla Renzi/Blair e compagnia bella.

E, da ieri, in politica.

Lui dice che non ambisce alla segreteria del PD.

Io credo che sarebbe il miglior presidente del consiglio che questo paese possa aspirare ad avere per ora.

Forse è tempo di pensare seriamente al voto. A delle primarie che vedano di fronte due pianeti, quello dei finanzieri di sinistra e quello della sinistra del secolo XXI.

Benvenuto tra noi, ministro (anche se, in silenzio, c’è sempre stato).

PS.: nota a margine, nella lettera inviata oggi a Repubblica, Bersani si conferma persona seria, saggia, intelligente e onesta. Una presenza necessaria in qualsiasi centrosinistra venga fuori da questo caos.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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