In attesa del Presidente, in morte (probabile) di un partito

Un paio di note a margine dell’elezione del Presidente della Repubblica.

Realisticamente, al PD rimangono altre 4 votazioni, quelle fino alla probabile elezione di Marini alla quarta chiama. L’abbraccio di Bersani e Alfano, realisticamente, è l’abbraccio mortale per un partito nato male e che sta finendo peggio.

Sono un assoluto difensore della libertà di mandato dei parlamentari: i parlamentari PD hanno tutto il diritto di non farsi influenzare dalla evidente richiesta del loro elettorato di scegliere Rodotà.

In questo caso, però, poi non si stupiscano se la libertà di mandato coinciderà con l’annullamento di quell’elettorato.

E, prima ancora, con la fine del Partito Democratico: non riesco a credere che le anime dei renziani, civatiani, barchiani, orfiniani (che ormai son maggioranza nel partito), seppur ben differenti tra loro, possano superare questa ennesima cecità del gruppo più retrogrado del Partito che si dice Democratico.

Mai stato giovanilista, io (forse quando ero più giovane, un po’). Ma forse è veramente l’ora di liberarsi di gente (come la senatrice Finocchiaro, campionessa di superbia e arroganza) che, forse per età, forse per esperienza, è ormai completamente sconnessa col mondo qui fuori.

Detto questo, il signor Renzi che grida allo scandalo oggi, non è lo stesso signor Renzi che voleva l’accordo con Berlusconi ieri, quando Bersani si diceva contro?

Giovani, si direbbe: non hanno idee, ma la semplice necessità della lotta col padre.

PS.: ovviamente qui si spera in ravvedimenti urgenti.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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3 risposte a In attesa del Presidente, in morte (probabile) di un partito

  1. sesamofede87 ha detto:

    Sarò ingenuo ma credo che fosse necessario rendere evidente, presso l’opinione pubblica come all’interno dello stesso PD, l’impraticabilità della via delle intese col centrodestra. Questo al di là del fatto che comunque un presidente della repubblica non può essere eletto a sola maggioranza politica alle prime votazioni.
    A mio avviso ci sarebbe da riflettere anche sul perchè Rodotà SEMBRA godere di un così largo consenso.
    Forse la mia è solo una speranza e sicuramente la strategia di Bersani è stata rischiosissima ma c’era bisogno di far ‘avanzare’ il centrodestra su Marini. Perchè la questione è questa: Il centrodestra berlusconiano che strilla al golpe istituzionale avrebbe eletto un esponente Pd, Franco Marini, che in tutta onesta non credo possa essere accusato di berlusconismo mascherato. Ora il Pd può piazzare una carta migliore mentre mi sembra sintomatico che il Pdl si sia incartato sulla carta Marini che continua a voler sostenere. Vedremo la nuova proposta del Pd e poi attenderemo la quarta votazione, altro non si può fare.

    ps: ah, complimenti per il blog!

    • Simone Tulumello ha detto:

      Grazie dei complimenti e del commento. Sicuramente, in una repubblica parlamentare, non si possono non considerare le tattiche e le circonvoluzioni necessarie per arrivare a risultati “auspicati”. Purtroppo, siamo in un’epoca nella quale queste tattiche non vengono comprese e, il rischio, è sempre più quello di uno scollamento con il paese e, quindi, una dilagante espansione dei populismi. La mossa Prodi mi trova pienamente favorevole (ne avevo scritto in tempi non sospetti :) ma, a questo punto, rischia di essere percepita come un arroccamento (comunque molto meglio dell’abbraccio Bersani/Alfano). In gioco c’è molto più del presidente, ma la prospettiva verso la quale lavorare alle prossime elezioni. Vediamo che succede di pomeriggio…

  2. sesamofede87 ha detto:

    Sembra che alla fine sia andato tutto come peggio poteva.
    Questo paese si merita Berlusconi e Grillo effettivamente, prima, purtroppo, per demerito e grave colpa di questo centrosinistra e poi per merito dei due comici capipopolo.
    Come ultimo affronto abbiamo sacrificato per l’ennesima volta e definitivamente l’artefice stesso dell’esistenza del Pd, Romano Prodi.
    Ora non resta che arrendersi alla barbarie che noi stessi abbiamo alimentato.

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