Festeggiare i vincitori, non commemorare i vinti

Citarsi è sempre brutto, figurarsi citare se stessi nell’atto di citare il proprio padre. Ma, oggi, 21 anni dopo il 23 maggio 1992, non ho ancora trovato parole più utili di quelle che, sul 23 maggio 1992, scrisse mio padre nel 2008.

Se c’è una possibilità di cambiamento, per la Sicilia, sta nel festeggiare Falcone (e Borsellino) come coloro che hanno colpito la mafia al cuore, toccandone i gangli vitali, i soldi e i rapporti con la “società perbene”.

Se c’è uno strumento di mantenimento dello status quo, quello è il commemorarne la sconfitta.

Io, oggi, festeggio, ricordando la vittoria.

 Ogni anno il 23 maggio e il 19 luglio si commemorano i due giudici, gli uomini della scorta uccisi con loro e insieme si ricordano e commemorano tutte le “vittime” della lotta alla criminalità organizzata. Ed è giusto che ciò si faccia, e che si piangano le “vittime” che hanno combattuto per la legalità e che sono morte nell’adempimento del loro dovere. Ma, mi domando e domando: perché Falcone e Borsellino sono commemorati solo come “vittime” della mafia e non anche ricordati come “vincitori”, come coloro che hanno distrutto il monopolio del traffico di eroina di Cosa Nostra, e come coloro che insieme agli altri giudici uccisi – Chinnici, Costa e gli altri – ed a quelli non uccisi, hanno costruito un metodo e hanno operato con efficacia “vincendo” e mostrando che Cosa Nostra potrebbe essere definitivamente distrutta?
[…]
Ricordare la vittoria […] è “memoria del futuro”, perché è progetto: se Cosa Nostra è stata sconfitta su un terreno importante e delicatissimo, in tempi ragionevoli, e con strumenti assolutamente ordinari, è possibile vincere ancora, ed ancora, fino alla scomparsa del fenomeno criminale. Ricordare la vittoria, il metodo e i risultati di Giovanni Falcone e di paolo Borsellino, e degli altri tutti che con loro hanno operato, significa progettare un futuro senza Cosa Nostra.

Alberto Tulumello, I tempi e i luoghi del cambiamento, Bruno Mondadori.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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