Elezioni all’ordine degli architetti

Oggi faccio campagna elettorale.

Per le elezioni del consiglio dell’Ordine degli architetti di Palermo.

Per la lista “Ordine punto e a capo”, qui il sito e qui facebook.

Il perché si spiega in poche righe. Personalmente, non sono un grande sostenitore degli ordini professionali. Perlomeno per come gli ordini sono intesi in Italia. Non amo le corporazioni. Però gli ordini sono obbligatori: gli architetti (o mezzi architetti come il sottoscritto) pagano una quota annuale (anche abbastanza corposa) e, in cambio? L’ordine degli architetti di Palermo non ha mai agito né in difesa dei diritti dei propri iscritti, né in controllo all’operato dei propri iscritti, né per la promozione culturale di una architettura/urbanistica/conservazione di qualità nel tessuto sociale.

Da quando sono iscritto ricordo qualche mostra (perlopiù scadente), ricordo di aver pagato per dimostrare di essere iscritto (5 euro per avere un certificato che dicesse che avevo pagato 130 euro di iscrizione!), ricordo di aver atteso oltre un mese per aver risposto ad una domanda semplicissima sulla assicurazione obbligatoria (e senza ricevere un parere definitivo!). Il nulla.

Ora, nella lista che qui si sostiene, ci son tre colleghi di cui ho stima personale, rispettivamente: per averci lavorato insieme (Sebastiano Provenzano), per averci fatto “politica” (quella buona) insieme (Lucia Pierro), per la disponibilità che mi ha dimostrato per una intervista per il mio dottorato (Iano Monaco). Di questi, i primi due son persone che “so dove andare a prendere” se, alla fine del loro mandato, l’ordine rimarrà il nulla che è oggi. Basta? Non basta. Infatti aggiungo che son due persone che so essere disposte ad ascoltare. E questo è quel che, a mio parere, più conta.

Pongo qui le mie proposte.

1. Riforma del sistema elettorale. Quello attuale è incredibilmente anti-democratico: ci son le liste ma si eleggono i candidati più votati e una lista con pochi voti in più può prendere tutto il consiglio (come successo alle precedenti elezioni). Si scelga; si eliminino le liste (ogni candidato per sé) o si istituisca un sistema proporzionale. Ma si cambi. Dovrebbe essere il primo gesto del nuovo consiglio, a mio (modesto) parere.

2. Partecipazione: è ora di dir basta ad un ordine che manda esclusivamente lettere (in posta elettronica certificata!) per comunicare eventi e corsi. Serve un ordine che ascolti prima di decidere. Magari con consultazioni online (che, tra noi architetti, è un sistema democratico).

3. Presenza nella vita cittadina: l’ordine deve avere il coraggio di presentare osservazioni ai piani urbanistici, deve essere presente nelle scelte delle amministrazioni (collaborando o contrastando), deve organizzare eventi destinati alla città, non agli architetti e basta.

Chiusa. Se deciderete di votare, ricordate di votare TUTTA LA LISTA (scrivendo tutti i nomi). Sembra assurdo ma è l’unico sistema per sostenere veramente una lista, proprio a causa del sistema elettorale che spero questi consiglieri vorranno cambiare nei prossimi mesi.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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