IMU: mantenere, ma riformare

Torno sulla questione dell’IMU che tanto sta al centro delle attenzioni politiche.

Ho già accennato al perché sono convinto della necessità di una tassa sugli immobili. Mi sembra utile, in un epoca in cui si parla tanto di abolizione, aggiungere un paio di riflessioni (ad un dibattito che si limita a posizioni di principio senza argomentazione) e proporne una interpretazione, a mio parere, più “giusta”.

Costruire una casa non è un fatto privato, per svariate ragioni. Il suolo non può essere considerato una proprietà privata tout court perché è una risorsa scarsa (soprattutto in un paese con il territorio complesso come quello italiano), preziosa per la collettività (perché, oltre all’edificazione deve ospitare attività e funzioni essenziali come l’agricoltura, la pastorizia) e necessaria all’equilibrio ambientale. Secondo poi, se il privato costruisce una casa, qualcuno deve farci arrivare i servizi a rete (acqua, fogne, elettricità, internet, gas…), le strade, nonché garantire la presenza di servizi e spazi pubblici (scuole, parcheggi, parchi…). Tutto questo costa. E costa parecchio. Le tasse che si pagano al momento della edificazione (per avere la licenza di costruire) coprono solo una parte di questi costi. Il resto ce lo mette lo stato, ovvero le tasse, sia di chi costruisce che di chi non lo fa.

L’IMU, tassa veramente federalista, serve proprio a fornire risorse ai comuni che, a loro volta, sono responsabili della maggior parte di quei servizi che vanno forniti alle case. In fondo non è nemmeno una tassa, è solamente un modo di contribuire alle spese che si generano quotidianamente (nell’uso delle infrastrutture a rete, delle strade, dei parcheggi…).

L’IMU però ha un limite che la rende ingiusta: il modo in cui è computata. Correttamente, paga di più la seconda casa rispetto alla prima (perché la prima è una esigenza/diritto, mentre la seconda un “piacere” o una rendita). Correttamente si parametra l’IMU sul valore catastale che considera la dimensione e la posizione.

Ma non si considerano altri parametri che sono influenti sul COSTO per il pubblico di quella casa.

Non si considera, ad esempio, se quella casa inquina più o meno (cosa che ha un costo economico per il pubblico, evidentemente).

Non si considera se quella casa è una villetta o un appartamento: il punto è che una villetta costa molto di più al pubblico, perché un territorio urbano disperso fatto di case unifamiliari ha bisogno, a parità di abitanti, di molte più risorse (più infrastrutture a rete, più strade…) oltre a inquinare molto di più (una villa è meno efficiente di un palazzo perché ha più superficie esposta all’esterno, nelle villettopoli i trasporti pubblici sono sostanzialmente irrealizzabili e si usa di più la automobile…).

L’IMU non considera il vero COSTO (sociale ed economico) di una casa. Ma solo alcuni parametri (dimensione e quartiere).

Per essere più chiari: a parità di superficie, una villetta dovrebbe pagare (in proporzione ai costi per il pubblico che implica) 5/10 volte l’IMU che paga un appartamento. Questo permetterebbe di ridurre significativamente l’IMU per le prime case poco costose per il pubblico e, insieme, spingerebbe ad una urbanistica più sostenibile (con meno villette e più appartamenti, con più tensione al recupero e meno alla nuova edificazione). Senza “proibire” niente a nessuno, metteremmo tra i parametri di scelta quello del costo sociale ed economico di una “casa” per la collettività. Vuoi la villetta? Paga il giusto! Non sarà l’IMU di chi vive in un palazzo a pagare le strade e le fogne che abbiamo dovuto costruire per te.

Se c’è una domanda “politica” da fare è perché un partito (il PD) che ha nel suo programma la fine del consumo del suolo e le quesioni sociali/ambientali, non risponda ai demagogici l’IMU è illiberale (Prestigiacomo a Ballarò, pochi giorni fa) con una seria proposta di riforma che faccia dell’IMU una tassa “giusta”.

Anzi, più giusta di quanto non sia.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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