Sulla assenza di alternativa

“Il presidente ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e ai contraccolpi assai gravi, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che un’ulteriore destabilizzazione e incertezza del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l’Italia”.

Citazione, testuale (ripresa da Il Post), dell’ennesima affermazione del presidente Napolitano rispetto alla “insostituibilità” del presente governo.

Dice bene, il presidente Napolitano, che le elezioni anticipate siano una patologia tutta italiana (a dire il vero, nella cosiddetta seconda repubblica, son diventate una patologia “della sinistra italiana”, piuttosto). La continuità è un bene, in generale (la governabilità, quella, è solo una scusa, ove si dia governo c’è governabilità, che il governo duri un anno o quattro).

In generale. È un bene che sia finito il tempo dei governi cambiati ogni 6 mesi dalla DC per accontentare correnti e partitelli. Sarebbe un bene che il centrosinistra, una buona volta, governasse 5 anni di fila, siccome quando ha governato per due ci ha letteralmente salvato il posteriore per poi riconsegnarci alle destre.

Nel particolare, non sembra affatto che la “continuità” del governo in carica abbia alcuna relazione con la “governabilità”. Si dibatte di tutto e nulla, ogni legge parte in un modo e finisce in un altro (generalmente, peggio). Si rinvia praticamente tutto, IMU, IVA, finanziamenti ai partiti, legge elettorale soprattutto, vera e prima riforma da fare (come dice bene Gilioli, oggi).

Insomma, qui sembra evidente che anche Topo Gigio farebbe meglio (certamente più) di un governo paralizzato dalle incapacità dei suoi membri (leggi Kazakistan), dalle richieste particolaristiche dei suoi ministri (leggi il ministro della Difesa che vuole più soldi e gli F35 per giocare alla guerra, anzi, no alla pace), con lo spettro della “condanna” che manderebbe, ormai è chiaro, tutti a casa, o tutti in trincea a salvare il Caimano.

Insomma, è lecito sostenere che questo sia un governo accettabile (fa ridere, ok, ma è lecito!). Dire che è l’unico governo possibile, oltre che pateticamente slegato dalla realtà dei fatti, è un ulteriore attacco alla democrazia.

Un governo che ha la maggioranza del parlamento È democratico. Dire che non esista alternativa, no, signor presidente.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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