Eppur si muove?

Si è scritto di tutto su quel che è successo, un paio di giorni fa, a piazza San Domenico, a Palermo.

Ironie alla “San Domenico is the new Gezi Park”. Critiche sui Palermitani in grado di svegliarsi solo quando c’è da difendere “una piazza per fighetti in uscita dal Country Club” (anche se, il giorno prima, avevo letto di chi si lamentava del fatto che ci dormissero i barboni…). Tirate che van molto di moda sulla “società civile che copre i vuoti della politica incapace di #### (continuare a piacimento)”. Financo critiche spietate alla qualità del progetto architettonico della sistemazione temporanea della piazza (per carità, non che 4 pallett e un prato sintetico emozionino il mio sentire artistico…).

Il punto è che a Palermo qualcosa, lentamente, senza fretta, eppur si muove.

Sarà eccessivo scatenare una manifestazione di piazza per difendere un’area pedonale realizzata in fretta e furia? Forse. Io credo, però, che il punto è che, per dieci anni, Palermo ha taciuto di fronte a tutto. Per dieci anni abbiamo assistito in silenzio ad una continuità ammministrativa che oscillava tra la ripugnanza e la evanescenza, specchiata nella totale acquiescenza di tutti e 700.000 quanti siamo: si è taciuto quando si scopriva che la discarica di Bellolampo stava avvelenando l’acqua che beviamo, si è taciuto quando si scopriva che i soldi pubblici servivano per pagare viaggi a Dubai e yacht noleggiati al porto, si è taciuto quando lobby miserabili impedivano qualsiasi (miserabile) tentativo portato avanti dalla amministrazione.

Ora, invece. Ora succede che una ordinanza che tutti aspettavano da 10 anni, come quella sulla vita notturna, diventa oggetto di dibattito e scontro: poco sui fatti e molto sulle ideologie (le male lingue direbbero che è diventata terreno di scontro per quegli esercenti che speravano in un altro sindaco, ma va be’).

Succede che si lanciano iniziative contro i posteggiatori abusivi. Succede che, all’ennesima protesta di una miserabile lobby davanti ad una (minima, forse trascurabile) azione di cambiamento, si dica basta.

Se c’è un successo, evidente, gigantesco, di questa amministrazione, queste sono le critiche che sta ricevendo, da una parte, e il sostegno che riceve, dall’altra. Potete fingere di non capirlo, potete giocare sul “lo sa fare / non lo sa fare”, ma da un anno a questa parte, a Palermo si è tornato a parlare degli spazi pubblici, delle strade, della città che vogliamo. Anche a scontrarsi. E lo fa soprattutto intorno a quella figura che da 30 anni, da sola, catalizza gli scontri (produttivi) sul destino della città.

Da un anno a questa parte Palermo, nonostante tutto, è viva.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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2 risposte a Eppur si muove?

  1. Simona Tudisco ha detto:

    E per molti è dura da ammettere! :)

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