Quello che avremmo dovuto fare noi

Non ne parlo quasi mai, su questo blog. Di lui, dico, Silvio Berlusconi. E se oggi ne parlo non è per tornare sulle sue, di colpe. Ma sulle “nostre”. Dove per noi intendo chiunque, in Italia, si senta, dica, consideri, creda appartenere alla grande, complessa, confusa famiglia del (centro)sinistra, dei progressisti, o come volete dire.

Silvio Berlusconi avrebbe dovuto essere “buttato fuori” dalla politica da tanto, troppo tempo. Perché, al di fuori da quelle giudiziarie (eventuali, si dirà), le colpe politiche sono immense. E no, non serve riassumerle qui.

La nostra, di colpa è quella di non essere stati in grado di fargliele pesare quelle colpe, di renderle esplicite e chiare, e di spazzarlo via rendendolo elettoralmente ininfluente. Ed è una colpa enorme, immensa, perché i costi li paghiamo tutti i giorni, culturalmente da 20 anni, politicamente da una decina.

Oggi, domani, la giustizia potrebbe fare, oltre al suo dovere di condannare l’eventuale colpevole, quello che avremmo dovuto fare noi. Se così fosse, la nostra responsabilità, la nostra colpa non sarebbe più emendabile, seppure in ritardo. Anzi, sarebbe moltiplicata dalla responsabilità di averlo tenuto politicamente in vita fino all’ultimo momento.

Chissà se, al Quirinale e a Botteghe Oscure, continueranno a dormire sereni, dopo.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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Una risposta a Quello che avremmo dovuto fare noi

  1. Alexander Enzensberger ha detto:

    Concordo perfettamente. Speriamo in bene, purtroppo i giudici che lo devono giudicare sono conservatori e scelti dal presidente di cassazione che conosce benissimo Previti(fonte il sito della Tagesschau su ARD). Quindi temo che lo assolvano. Ho il pensiero, in tal caso, di rinunciare alla cittadinanza italiana perché mi vergogno dell’Italia, ma so che non lo farei mai perché ciò significherebbe non potere più votare per l’Italia, e conta ogni voto.

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