Gli Italiani e il potere

È passata relativamente sotto silenzio il sondaggio Ipsos che vede il premier Letta superare, nella fiducia degli Italiani, il “reuccio” dei sondaggi dell’ultimo paio d’anni, Matteo Renzi.

Come spiegare questa nuova “passione”? Non certamente per la qualità del governo presieduto da Letta, siccome appena il 38% degli Italiani ne ha fiducia (contro il 62 del premier).

Come spiegare il fatto che Letta raggiunga tra gli elettori del PD il 79% dei giudizi positivi, quegli stessi elettori che, 6 anni or sono, lo spazzarono via nelle primarie di partito con un risibile 10% contro il 75 del primo segretario Veltroni?

C’è, a guardar bene, una cosa che accomuna, agli occhi degli Italiani, i “re” dei sondaggi (che a volte sono anche coloro che ottengono alle elezioni voti largamente superiori alle aspettative). C’è una cosa che accomuna Berlusconi, Grillo, Letta, Renzi, Monti.

Si chiama potere, reale o percepito. Berlusconi, Grillo, Letta, Renzi, Monti, hanno tutti attraversato, almeno per un breve periodo, fasi di totale fascinazione sugli Italiani, hanno saputo, in certi momenti e certe condizioni, proiettare un’immagine di sè che esprimesse potere, reale o fittizio, potere detenuto o capacità di detenerlo. Sono fascinazioni, certo, perché nascono e muoiono con la velocità del baleno: si pensi a Monti, precipitato da vette di fiducia mai raggiunte da altri politici alla totale insignificanza; si pensi a Berlusconi capace in certe fasi di coalizzare tutte le attenzioni e, in altre, sostanzialmente inesistente (ma sempre capace di recuperare, dopo le cadute, l’aura di potere); si pensi a Grillo che sembrava destinato a dominare l’Italia.

Le idee, in tutto questo non contano. Non sono esperto di statistica, ma considerati i valori di fiducia che i cinque personaggi citati hanno raggiunto, è ragionevole supporre che ci siano (tanti) Italiani che hanno creduto, a fasi alterne, in tutti e cinque.

Il potere logora, dice l’adagio. Andreotti, maestro della detenzione e proiezione del potere, diceva che logora chi non ce l’ha.

In Italia è la percezione, del potere, che dà il potere. In Italia è la percezione del potere che, alla lunga, logora chi lo detiene o lo vuole detenere.

Annunci

Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
Questa voce è stata pubblicata in politica, riflessioni ed idee e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...