Quale ventennio?

Ieri ho partecipato ad una visita di studio con un gruppo di esperti di mezza europa sul tema della sicurezza urbana. Tra loro, un responsabile dell’ufficio sicurezza della regione Emilia Romagna. Si parlava di presente, futuro e passato. Soprattutto della incapacità della sinistra italiana di dare conto dei propri successi. Un esempio concreto?

Se chiedete a chiunque, in Italia, chi abbia introdotto nel dibattito pubblico il concetto di sicurezza urbana, la stragrande maggioranza risponderebbe: la Lega (qualcuno direbbe Fini, in alternativa). Tanti, quasi tutti, in Italia, credono che le pagliacciate delle ronde, le inutili ordinanze sindacali del 2008, il “pacchetto sicurezza” di Maroni siano i primi interventi “politici” sul tema. In pochi ricordano, ad esempio, i contratti locali per la sicurezza pensati alla fine degli anni ’90 dal governo del centrosinistra. Nessuno sa che i primi a provare le ordinanze sindacali (poi abbandonate perché ineffettive) sono stati i sindaci emiliani grazie ad una legge regionale del ’99. In pochi sanno che i primi gruppi di volontari (che organizzavano eventi e feste, altro che andare in giro con lo spray al peperoncino) per la sicurezza di quartiere fossero stati in Emilia.

Perché nessuno lo sa? Perché il centrosinistra, invece di raccontare se stesso e i suoi successi, parla sempre d’altro: di quello che farà in futuro, invece di quello che ha fatto in passato, di come si vergogna di se stesso, a volte (ricordate Veltroni nel 2008, pensate a Renzi oggi). Questo vale anche per lo sviluppo economico: chi ricorda che dal 1995 al 2002 il meridione cresce più del nord, riducendo il gap, così affrontando nell’unico modo sensato la questione meridionale e settentrionale? E grazie a chi? Alla Lega? No, grazie ai governi Prodi e D’Alema, all’uso virtuoso dei fondi comunitari, alla cura dei conti pubblici senza austerità.

Avete sentito Letta? Dice che è finito il ventennio berlusconiano (grazie a lui, ça va sans dire). Confermato dal buon Franceschini, ieri sera a Piazza Pulita.

Il punto è che il ventennio berlusconiano esiste solo nella mente dei berlusconiani. Berlusconi, fino al 2001, ha governato 7 mesi nel 1994, senza fare nulla che si ricordi (a parte ridurre le tasse  a mediaset…). Gli anni ’90, gli anni dello sviluppo, gli anni della sicurezza (andate a guardare come si riducono i crimini in quegli anni), gli anni della convergenza sud-nord, sono gli anni del centrosinistra. Si può certo sostenere che gli effetti culturali di Berlusconi siano più che decennali: ma allora dovremmo parlare almeno di trentennio, perché affonda negli anni ’80 il berlusconismo della televisione come strumento di demolizione culturale. Ma la politica racconta altre storie, racconta di un decennio del centrosiistra e di un decennio berlusconiano.

Un centrosinistra che parla di “ventennio” berlusconiano, è talmente subalterno culturalmente da dimenticare la propria storia, la propria storia di successo.

Talmente berlusconiani da governarci insieme.

Più berlusconiani di Berlusconi, insomma.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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