Cambiare, lentamente, a sinistra.

Obama avrà anche continuato a fare la guerra e sicuramente non ha fatto tutto quel che poteva e doveva a riguardo della pratica dell’NSA di spiare il mondo.

Ma ha fatto Obama Care e per la prima volta nella storia, il diritto alle cure sanitarie di base inizia ad essere accettato come tale negli USA.

Bill Di Blasio sarà anche populista, almeno un po’, è stato definito (da Roberto Festa, sul Fatto Quotidiano) «un misto di antico rooseveltismo, retorica anti-ricchi, nuovi equilibri razziali, fermenti movimentisti alla Occupy Wall Street».

Ma è un populismo pienamente di sinistra, almeno: vuole costruire case popolari, tassare i super-ricchi, rendere gratuiti doposcuola e asili nido, smetterla con le misure di polizia e controllo arbitrario da sempre mirate a giovani neri e ispanici. E, insieme, conosce il pragmatismo alla Clinton.

Insomma, gli USA, lentamente, cambiano. E cambiano nell’unica strada possibile per il cambiamento, oggi: a sinistra, un passo dopo l’altro.

La lezione, credo, è questa. In un mondo dominato da almeno 30 anni dalle destre di destra e quelle di sinistra, dominato dal denaro come unico valore (la crescita prima della uguaglianza), l’unica strada al cambiamento è a sinistra.

E in un mondo in cui il groppo di poteri incistati, tra politica ed economia, è enorme, in cui la crisi ha scoperchiato il vaso di pandora della menzogna neoliberista, l’unica strada al cambiamento è quella lenta, che conquisti posizioni certe e durature, prima di progredire verso il prossimo passo, che si basi su quel che c’è e non sulla promessa di rivoluzioni basate sul nulla.

È la lezione più grande che possiamo apprendere in Italia.

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Informazioni su Simone Tulumello

Researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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