Palermo al bivio

Proprio ieri, Leoluca Orlando pubblicava una lettera aperta alla città sul tema dell’emergenza rifiuti. Una lettera sincera, centrata su due questioni.

Da una parte il riconoscimento che le enormi difficoltà nell’uscire dal pozzo della crisi del comune non possano essere superate senza un contributo di tutta la cittadinanza: se le istituzioni stanno facendo sforzi enormi per evitare il crack finanziario e per un lento ma costante risanamento delle municipalizzate, i cittadini non possono pensare di tirarsi indietro. Nello specifico, una collaborazione di tutti per  incrementare i livelli di raccolta differenziata e per eliminare le discariche abusive è il necessario complemento a questi sforzi.

Dall’altra parte, la richiesta ai lavoratori RAP di assumersi una quota di questa responsabilità, accettando contratti di solidarietà. Se è un fatto che una quota maggioritaria del “problema” AMIA è dovuta alle politiche di assunzione negli anni delle amministrazioni di centrodestra, questa amministrazione avrebbe potuto, attraverso la privatizzazione, rinunciare a garantire i livelli occupazionali. Sarebbe stata una scelta più facile per certi versi, ma probabilmente devastante dal punto di vista sociale. Ora, se questa scelta è stata fatta, i lavoratori (che avrebbero potuto non esserlo più) non possono che partecipare a questo sforzo. Invece la risposta dei lavoratori sembra essere di arroganza e ricatto.

Il giorno dopo questa lettera, arriva questa notizia, su un gruppo di commercianti di corso Finocchiaro Aprile che manifestano… “contro la legalità”. Contro i controlli dei vigili urbani sull’abusivismo, contro le multe alle automobili posteggiate in seconda fila.

Non ho riverenze a dire che questa è la Palermo che è ingrassata negli anni di Cammarata grazie alla totale noncuranza della macchina amminsitrativa, una palermo “imprenditoriale” che si è arricchita (o perlomeno ha campato) non per le proprie competenze imprenditoriali, ma per i vantaggi competitivi che il non rispetto delle regole gli ha garantito nei confronti dei veri imprenditori, quelli che rispettano le regole.

Ecco, oggi a Palermo c’è chi sta provando a superare il pozzo nero in cui siamo caduti per l’azione congiunta della crisi economica europea e della peggiore amministrazione che si ricordi, e c’è chi ha campato grazie a quella amministrazione e ora sta ricattando quella parte di città che vuole cambiare.

Oggi, schierarsi, a Palermo, è necessario. Con chi, con tutte le difficoltà (e anche qualche errore) sta provando a dare una svolta o con la Palermo peggiore, nelle sue mille sfaccettature.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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