L’istinto del ‘ricercatore’

Theodor Busbeck,, exactamente como o seu pai, Thomas Busbeck, ganhara o vício – ele tinha a plena noção disso – de frequentar aquele tipo de locais. A percepção de que se afastava do seu meio rico, culto, de palavras delicadas, de verbos correctamente colocados na frase, para entrar num outro, onde as mulheres e os homens manifestavam a sua ignorância a cada momento, dizendo frases obscenas, sem qualquer reserva, falando numa gramática incorrecta, popular, com uma pronúncia que facilmente se verificava não ser da cidade, mas da província, do campo – tudo isso o excitava. Não era apenas a excitação sexual que inequivocamente aquelas mulheres lhe provocavam: a entrada neste outro mundo era também consequência de um instinto de ‘investigador’, como ele próprio explicava aos amigos; instinto esse que conduz o corpo em direcção ao que lhe é menos familiar. A qualquer investigador só deve interessar o estranho, o outro mundo, dizia Theodor. E ele acreditava que nada se descobre se não passar por um certo perigo.

Quasi un bignami di metodologia della ricerca, in un passaggio di uno straordinario romanzo, Jerusalém di Gonçalo Tavares (edito in Portogallo da Caminho, tradotto in Italiano da Guanda).

Non ho sotto mano la traduzione italiana, mi lancio in un carpiato triplo provando a sopperire (critiche e suggerimenti alla traduzione sono più che benvenuti).

Theodor Busbeck, allo stesso modo del padre Thomas Busbeck, aveva preso il vizio – ne era pienamente consapevole – di frequentare quel tipo di locali. La percezione dell’allontanarsi dal suo ambiente benestante, colto, fatto di parole delicate e verbi collocati esattamente nelle frasi, per entrare in un altro ambiente dove donne e uomini manifestavano ogni momento la loro ignoranza, con frasi oscene, senza alcuna moderazione, parlando con una grammatica incorretta, con una pronuncia che era facile coprendere non fosse urbana, ma provinciale, contadina – tutto questo lo eccitava. E non appena la eccitazione sessuale che indubbiamente quelle donne provocavano in lui: entrare in questo mondo altro era anche la risposta ad un istinto da ‘ricercatore’, come lui stesso spiegava agli amici; un istinto, questo, che spinge il corpo nella direzione che meno gli è familiare. A qualunque ricercatore deve interessare solamente ciò che gli è estraneo, il mondo altro, diceva Theodor. E credeva che nulla possa essere scoperto senza attraversare qualche pericolo.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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