Buone notizie da Palermo

I fan del “tanto peggio, tanto meglio” son diventati sempre più rumorosi a Palermo, soprattutto in quell’area politica che, un tempo, rappresentava un pezzo consistente del centro-sinistra ma che, in una serie infinita di strafalcioni, è divenuto un non-luogo politico appeso a logiche esclusivamente di conteggio elettorale. Mi riferisco, principalmente, a quello che dovrebbe essere il PD palermitano e siciliano (nelle sue declinazioni puriste e megafoniste), e alle sue infinite capriole e capovolgimenti, dal sostegno al governo Lombardo, passando per la vergogna delle primarie palermitane 2012, attraverso i quotidiani contorcimenti del governo Crocetta, nato male e peggiorato di giorno in giorno, per arrivare ai moderni renzismi e alle “tradizioni” politiche che oggidì accomunano – basta dare un’occhiata alle liste per le europee in Sicilia.

I fan del “tanto peggio, tanto meglio”, elettoralmente demoliti da Leoluca Orlando un paio d’anni fa, non trovano di meglio che deliziarsi per le problematiche della giunta palermitana. Che non son poche. La stragrande maggioranza di queste deriva dalla situazione pregressa, il resto da alcuni gravi errori del sindaco (primo fra tutti, l’assessore all’urbanistica) già discussi in questo blog.

Ora, con tutte le critiche del mondo, solo gli amanti dello sfascio possono negare che, passo passo, Palermo sta ritornando ad essere un posto normale. Ci vorranno anni e anni, ovviamente, perché la coincidenza tra la situazione disastrosa delle casse comunali e la austerità nazionale impedisce quasi ogni azione che non sia a costo zero, o negativo.

Ma ci son le piccole cose che raccontano del cambiamento. Come questa. Personalmente non amo Alajmo: a parte i libri sui matti di Palermo, mi sembra uno scrittore poco originale. Ma son gusti personali. Alajmo ha dimostrato, in pochissimi mesi, di essere uno straordinario gestore, rilanciando un teatro che sembrava ormai destinato a scomparire. Ha riportato a Palermo il meglio del teatro Palermo, prima fra tutti Emma Dante, e ha dimostrato che anche in tempo di crisi la cultura può (deve) essere un investimento.

Complimenti, vivissimi, e buon lavoro.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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