Sulla nuova giunta di Palermo

Spendo alcune parole sul “rimpasto” compiuto da Leoluca Orlando nella giunta di Palermo per notare come sia una buona notizia, ma tardiva.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che l’amministrazione Orlando, nei primi due anni di esistenza, sia stata caratterizzata da alcune eccellenze e alcune carenze. Dalla parte delle eccellenze, il lavoro nella riattivazione dei servizi sociali (assessore Agnese Ciulla) e sulle scuole (Barbara Evola), oltre alla gestione finanziaria (Luciano Abbonato) che sta creando le condizioni per ricominciare ad “amministrare” e per rilanciare, seppur lentamente, le partecipate (Cesare La Piana). Ottimo, come sempre, il lavoro di Giambrone alla cultura. Così così iI percorso verso la partecipazione (Giusto Catania) che procede un po’ a rilento: sono state lanciate molte piccole iniziative (la consulta delle culture, gli Electronic Town Meeting) ma ancora non si vede una effettiva ristrutturazione amminsitrativa/istituzionale in tal senso (come un bilancio partecipato, ad esempio). Comunque segnali positivi esistono anche su questo fronte.

Dall’altra parte, le cattive notizie vengono da quei settori nei quali, invece, si sarebbe dovuto e potuto trovare risorse “esterne” (sia finanziarie che di collaborazione cittadina). La gestione del verde (Giuseppe Barbera) ha visto tanta buona intenzione quanta poca sostanza. Il lavoro su… lavoro e attivita produttive (Marco di Marco) non perventuto. Ma il vero disastro si è visto nell’area urbanistica/mobilità (Tullio Giuffrè) e centro storico (Agata Bazzi): il nuovo PRG langue in linee guida approvate oltre un anno fa e lasciate nel dimenticatoio, le “piccole azioni” sono state una serie di goffi tentativi (spesso falliti).

Il problema, sia per la città che per la giunta, è che si tratta di dimensioni che sono di sostanza (qualità urbana e rilancio dell’occupazione) ma possono (devono) anche contribuire all’immagine (della città come dell’amministrazione). Se, nelle parole dei “borghesi del quadilatero di via Libertà”, l’amministrazione è un fallimento, la ragione sta proprio nel fatto che le azioni positive si sono concentrate su altri settori sociali e tematiche, mentre i temi più vicini alla borghesia sono stati un flop: e questo è un enorme problema (e non solo per il quadrilatero, ma perché il rilancio economico passa anche da una rinnovata partecipazione attiva della borghesia panormita).

Non posso, quindi, che salutare con gioia i cambiamenti fatti, soprattutto la scelta di Giovanna Marano al lavoro e il ritorno di Emilio Arcuri. Qualche dubbio mi viene dalla scelta di un professionista della conservazione (Giuseppe Gini) all’urbanistica (e mi convince ancor di più che la pianificazione sia area nella quale Orlando ha scarse conoscenze, sia nel senso di competenze che di contatti). Non posso, allo stesso tempo, non rimarcare come si tratti di scelte che andavano prese un annetto fa.

Buon lavoro, in ogni caso.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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