Ora di cambiare, in Europa

Manca una settimana a quelle che forse un giorno ricorderemo come le elezioni più importanti dell’ultima generazione. Giorno 25, scegliendo la composizione del prossimo Parlamento europeo, probabilmente disegneremo la prospettiva europea per molto più che 4 anni. Se i rapporti di forza restassero gli stessi, con la predominanza delle destre neolib (ma con una crescita dei populismi xenofobi), probabilmente avremmo dato un buon passo in avanti verso la fine del progetto Europeo – perché queste destre hanno ben dimostrato di non capire il progetto europeo al di là del loro interesse di breve termine (vedi Angela Merkel). Se dovesse esserci una razzia dei populisti xenofobi, anni duri ci verrebbero incontro, si vada a rileggere la storia europea degli anni ’30, a proposito. Infine, l’Europa può, finalmente, svoltare a sinistra, in maniera più o meno decisa, e da questo dipende (e parecchio) anche la deriva dei centro-sinistra nazionali e l’atteggiamento del Partito Socialista. Nel modesto parere di chi scrive, non esiste altra alternativa, oggi, per uscire dalla crisi, economica, sociale e politica europea.

Perché troppo spesso parliamo di “tecnocrazia” europea, sfuggendo alla sostanza politica del voto europeo, come questa semplice immagine (elaborata da Progetto RENA) dimostra:

Hai voglia di parlare di “Europa delle banche”, “poteri forti”. Il Parlamento europeo è, da 4 anni, in mano alla destra, i paesi europei (e quindi il Consiglio e la Commissione) sono governati dalle destre. Che hanno avuto gioco facile ad usare l’Europa per fare quel che amano fare negli stati nazionali: abbattere il welfare, combattere la guerra di classe dei ricchi contro i poveri.

E pace se per far questo serva la più grossa recessione degli ultimi 50 anni.

Non si può negare che i centro-sinistra siano stati e siano complici di tutto questo, ma la realtà è che in un sistema tanto sbilanciato hanno avuto timore nel recuperare le loro radici politiche, che, non per niente, affondano nel socialismo. A me sembra evidente, in Italia come in Europa, che i centro-sinistra abbiano bisogno di una sinistra forte, per guidarli e indirizzarli.

Non dimentichiamolo, domenica, quando andiamo a votare. Perché l’Europa delle banche non esiste, quella delle destre, neolib e scioviniste, si. Ma l’abbiamo scelta noi.

E’ ora di cambiare.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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