Ancora su (percezione della) immigrazione in Italia

Giusto pochi giorni fa, grazie ad una breve conversazione su twitter, mi son ritornati in mente i risultati di una recente indagine sui sentimenti “anti” Rom, Musulmani ed Ebrei. Risultati che dimostrano, in sintesi, due cose: primo, che gli Italiani sono uno dei popoli europei più propensi a sentimenti di xenofobia; secondo, che la xenofobia tende ad esistere dove ci sono meno immigrati e persone appartenenti a gruppi minoritari in genere (come in Italia in confronto al resto d’Europa).

Sono appena stati pubblicati i risultati dei Transatlantic Trends 2014 e ne approfitto per aggiungere qualche dato.

Tra le domande, una chiede se si crede che vi siano troppi immigrati nel proprio paese. Non stupisce trovare l’Italia tra quei paesi in cui più persone rispondono che, si, gli immigrati sono troppi. Ma la risposta alla stessa domanda quando viene fatta presente la reale percentuale di immigrati è completamente diversa. In questo caso, molti meno rispondono che gli immigrati son troppi e, al confronto internazionale, siamo in linea con gli altri paesi.

Source: Transatlantic Trends 2014. http://trends.gmfus.org/transatlantic-trends/

Source: Transatlantic Trends 2014. http://trends.gmfus.org/transatlantic-trends/

Questo la dice lunga, a mio parere, sull’enorme problema di disinformazione che esiste, in Italia, a riguardo dell’immigrazione. In altre parole, si fa un gran parlare di immigrazione in relazione a temi non centrali (i “barconi” che come ho discusso in passato trasportano una percentuale piccola del flusso di immigrazione) o distorcenti (immigrazione e sicurezza, due fenomeni che non hanno alcuna relazione, visto che gli immigrati delinquono meno degli Italiani). Non si parla, invece, della realtà dell’immigrazione, dei numeri reali, della sua centralità per la economia italiana.

Una buona notizia è, comunque, il fatto che il numero di quelli che pensano che gli immigrati siano troppi è in diminuzione costante dal 2008, quando erano il 54%, a oggi, che sono il 44%. Ma, ancora, il tema dell’informazione, e dell’uso politico di questa, è centrale. Il 2007-2008, infatti, fu un biennio “terribile”, caratterizzato da una campagna mediatica brutale contro la immigrazione, campagna che usava il tema della “sicurezza”. Campagna mediatica che contribuì alla caduta del governo Prodi e a dare supporto alle politiche emergenziali di Maroni, il famoso “pacchetto sicurezza”, che in realtà era una serie di norme contro l’immigrazione.

Infine, sempre qualche giorno fa, grazie a @silviade_marchi, scoprivo dei dati che confermavano un sospetto. L’Italia è tra i paesi europei nei quali l’immigrato regolare ha più difficoltà ad ottenere la cittadinanza: appena l’1,2% ci riesce, contro il 3,7% di media europea, meno di un terzo. Qui si può approfondire. La connessione tra discorsi mediatico-politici, leggi restrittive e percezioni, infine, è evidente. Un paese nel quale è difficile, dopo anni di duro lavoro, ottenere la cittadinanza, è evidentemente un paese al quale lo stesso immigrato ha meno interesse o voglia di “legarsi”.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, politics, photography and electronic music. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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