La Grecia può cambiare l’Europa

Non esistono ancora conferme ufficiali, eppure gira insistente la voce del fatto che il governo tedesco abbia cambiato parere a riguardo della permanenza della Grecia nell’Euro: dalla totale esclusione della possibilità che accada, ad un possibile avallo.

E in fondo, dopo 5 anni di “aiuti”, la Germania ha praticamente riavuto indietro il suo prestito e, intanto, i capitali tedeschi sono usciti dal paese, cosa che, oltre a peggiorare ulteriormente la economia greca, ha liberato le banche teutoniche da ogni rischio. Intanto, poi, grazie ai piani di privatizzazione collegati alle politiche di austerità, i fondi di investimento e le banche tedesche hanno fatto man bassa di proprietà e infrastrutture greche, comprati a prezzi da mercatino rionale (nel sito del Fondo Ellenico di “Sviluppo degli Asset”, potete farvi un’idea di cosa sia un paese in svendita).

Allo stesso tempo, mettere in giro queste voci serve a ripetere la storiella del 2012, quando l’attuale premier Samaras è stato portato al governo dalle minacce e ricatti dei paesi centrali, Germania e Merkel in testa. D’altronde, se ormai nessuno più teme l’uscita della Grecia, si è disposti a tener la Grecia dentro solamente se è disposta, una volta che ha ripagato il suo debito, a pagarne gli enormi interessi e a diventare una colonia dell’Europa ricca.

Insomma, inizia un mese che, per la Grecia, sarà durissimo, un mese nel quale decidere il proprio futuro, sotto enormi pressioni internazionali. Anche i giornalisti ci stan mettendo la loro, continuando a ripetere (l’ultima volta che l’ho sentito al TG La7 di stamattina) che Alexis Tsipras, leader della sinistra che sembra destinata a vincere le elezioni, sia intenzionato a far uscire la Grecia dall’Euro. Nulla di più falso: Tsipras intende stracciare il patto con la Troika, un patto disegnato per favorire tutti tranne la Grecia. Intende cancellare parte del debito (un debito che è, ricordiamo, ormai è il prodotto degli interessi strozzini che si sono applicati negli ultimi anni).

Quanto sia decisiva la sfida di Syriza in Grecia, lo chiarisce meglio di ogni altra cosa la recente accoppiata Le Pen – Salvini. Le destre xenofobe, populiste e scioviniste d’Europa stanno lavorando (e, ahimè) bene, per l’unità. E, presto, potrebbero conquistare un paese centrale come la Francia. Fu mentre le social-democrazie continuavano a insistere sulla austerità, d’altronde, che i fascismi presero il potere in Europa negli anni ’20 e ’30 (come ben raccontato da Mark Blyth).

E’ evidente, ormai, che l’alternativa alla austerità o ai populismi si può costruire solamente a sinistra.

Cominciando giorno 29 gennaio in Grecia.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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