L’umanità è più forte, Frau Merkel.

Un minuto e pochi secondi di video che quasi tutti han visto (in fondo al post). Un minuto e pochi secondi che riassume gran parte della condizione contemporanea, soprattutto in quest’Europa ormai a pezzi.

Un dibattito televisivo, con la presenza della premier tedesca Angela Merkel. Il tema è l’immigrazione e sono presenti in studio alcuni giovani profughi, tra loro una ragazzina palestinese che fa un intervento sul suo desiderio di “fare”, di avere una opportunità, studiare, lavorare. La teutonica Angela risponde con una freddezza atroce: va bene i tuoi sogni, ma la politica è difficile, non possiamo accogliervi tutti.

La ragazina scoppia a piangere. E la Merkel le risponde “non piangere, sei stata brava”. Sei stata brava: la presidente non immagina altra ragione per piangere se non la sensazione di essere stati poco “competitivi” nel dibattito pubblico e la rassicura. Il conduttore suggerisce che probabilmente la causa del pianto è ben altra, la sua difficile condizione (e, aggiungo io, il sentirsi dire in faccia “per te e quelli come te non c’è posto”). La Merkel si avvicina alla ragazzina, goffa come solo un essere dalla sua freddezza può essere, nel cercare di dare conforto. E dice la cosa più significativa: “hai fatto un buon lavoro, hai mostrato a molti altri come si può finire in una brutta situazione”.

Le tue lacrime, dice la Merkel, sono un esempio per tutti gli altri: non c’è posto per voi.

Come la Grecia: non importa che salvare la Grecia costerebbe pochi spiccioli al continente più ricco del pianeta, l’importante è dare l’esempio, ripetere che non c’è spazio per alcuna alternativa. E se, per dare l’esempio, bisogna fare piangere una bambina o ridurre in miseria un intero popolo, poco importa.

Da una parte c’è l’umanità: una umanità immensa, il desiderio del futuro, l’ambizione della dignità, una forza forse a volte un po’ ingenua, ma quella forza che fa andare avanti l’umanità da millenni.

Dall’altra parta, l’umanità è rimpiazzata dal calcolo economico, dalla misura della performance (il debito pubblico misura un paese, la capacità di eccellere in un dibattito misura la ragazzina), dalla lotta degli uni contro gli altri, dal predominio del forte sul debole.

Un minuto di video che riassume la guerra tra l’umanità e il pensiero economico, insomma.

Ma, se è vero che la Merkel rappresenta il sistema dominante, oggi, non è vero che non esiste alcuna alternativa. Lo dice la voce, lo sguardo di quella ragazzina. La sua umanità, la nostra umanità, hanno superato sfide più enormi delle miserie di Angela Merkel e dei suoi accoliti: hanno superato guerre in ogni angolo del mondo, hanno sconfitto la schiavitù in gran parte del pianeta, hanno fatto dei diritti un bene globale, seppure non ancora per tutti.

Il sistema umano, insomma, è la ragazzina: la Merkel rappresenta (è) un bug, un bug che si chiama capitalismo, che esiste da un paio di centinaia di anni e, come tutti i bug, sarà superato, sconfitto, dall’umanità.

E forse la sua fine è già iniziata, nel momento in cui ha perso ogni contatto con la realtà: la realtà che non sta nei fogli excel di Angela Merkel, ma sta tutta negli occhi di quella ragazzina.

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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