Letters from #Ammerica: di parchi, parcheggi e potere

Un Palermitano in Ammerica, come migliaia di antenati, solo più privilegiato, senza passare da Ellis Island; un Siciliano al sud dell’Ammerica, dove Siciliani son passati in pochi; una lettera a settimana, su questo blog, cartoline (quasi) quotidiane, sui social network (qui, il progetto e perché “Ammerica”).

Overton Park è uno splendido parco, realizzato all’inizio del XX secolo nel centrale quartiere di Midtown, la cui storia recente esemplifica alcune delle maniere più tipiche in cui le politiche urbane e urbanistiche funzionano a Memphis e gran parte degli Stati Uniti.

Negli anni ’60, quando in tutta Ammerica si costruivano autostrade nel cuore dei centri urbani, Overton Park rischiò di scomparire, perché si era deciso che fosse il luogo perfetto per far passare la Interstate 40. Un gruppo di cittadini, composto prevalentemente dalle donne residenti nel vicino, e borghese, quartiere di Evergreen, lanciarono una campagna, sia mediatica che legale, per salvare il parco. La storia si concluse nel 1971, grazie ad una decisione della Corte Suprema (“Citizens to Preserve Overton Park vs. Volpe 401 US 402”) che salvò il parco e costituì una delle pietre fondanti della legislazione ambientale del paese – un paese nel quale le sentenze fanno giurisprudenza.

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Foto e mappa Google

Nella mappa, si vede a est il tratto già costruito di quella che avrebbe avuto diventare l’autostrada tagliando in due la “old forest”, la antica foresta e parte forse più importante del parco dal punto di vista storico e naturalistico.

Subito a est della foresta si trovano lo zoo di Memphis, al margine nord del parco, e una grande area a prato, il Greensward, spazio preferito da quelli che usano il parco per picnic, pratica di svariati sport o un semplice pisolino al sole. Cinquanta anni dopo la minaccia dell’autostrada alla foresta, lo zoo è diventato una minaccia per il Greensward.

Come spesso succede negli USA, sia lo zoo che il parco, pur essendo di proprietà pubblica, sono gestiti da organizzazioni senza fini di lucro. Lo zoo, però, è una enorme macchina da soldi e potere. E’ da alcuni considerato il migliore zoo degli Stati Uniti, con 1 milione di visitatori all’anno che pagano da 10$ in su, più le ricche sovvenzioni del comune. Lo zoo è anche fortemente sponsorizzato da FedEx, la mega multinazionale di trasporti aerei che ha sede a Memphis e costituisce il suo primo datore di lavoro. Nell’ultimo decennio, lo zoo ha investito circa 90 milioni di dollari in rinnovi e ampliamenti.

Negli ultimi tempi, così, il parcheggio dello zoo è diventato insufficiente. In una città totalmente dipendente dalle auto come Memphis, l’unica soluzione trovata dal precedente sindaco è stata quella di concedere, nei fine settimana, parte del Greensward allo zoo per essere usato come parcheggio. Dice molto della dipendenza automobilistica il fatto che i quartieri circostanti, a bassa densità come tutta Memphis, permettano di parcheggiare gratuitamente a poche centinaia di metri di distanza, eppure i visitatori dello zoo preferiscano fare file anche di mezz’ora per parcheggiare davanti all’ingresso.

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Foto dalla pagina facebook “The Greensward”

I residenti nell’area si sono nuvamente mobilizzati per salvare il parco e, insieme alla no-profit che gestisce il parco (Overton Park Conservancy), hanno lanciato un processo partecipativo per trovare soluzioni alternative. Lo zoo non solo ha sempre rifiutato di partecipare ma ha portato in tribunale la Conservancy, usando come pretesto un piano del 1986 (mai approvato) che dava allo zoo controllo sul Greensward. La Conservancy ha risposto con una contro-causa.

Tutto è improvvisamente cambiato martedì scorso quando 9 consiglieri comunali hanno presentato una mozione per concedere allo zoo 4/5 del Greensward, incluso un piccolo parco giochi per bambini e il lago artificiale. La mozione è stata approvata lo stesso giorno, con un solo voto a favore contrario [edit, errore] – ma un emendamento ha rimosso il parco giochi e il lago dalla decisione. Secondo i consiglieri e il sindaco, non si poteva permettere che due no-profit spendessero soldi in battaglie legali (che, però, difficilmente termineranno) e, soprattutto, ci son cose più importanti di cui occuparsi (il ritornello del crimine e della povertà).

Ora, la disputa continuerà e, come tutto qui in Ammerica, sarà qualche tribunale a decidere. Una delle questioni più caratteristiche, per un Europeo del tutto inconcepibile, è la maniera nella quale un consiglio comunale abbia bypassato i procedimenti urbanistici che sono normalmente necessari per un cambio d’uso di un parco in parcheggio – il cambio di zonizzazione prevede tempi più lunghi, tra pareri tecnici e consultazione pubblica.

E’ molto Ammericano il fatto che il consigliere che ha sponsorizzato la decisione sia stato riccamente finanziato sia da membri del consiglio di amministrazione dello zoo che dalla famiglia proprietaria di FedEx. Tra l’altro, un ricco dirigente di FedEx (che ha a sua volta donato milioni di dollari allo zoo) ha detto che si impegnerà per “risolvere il problema”. Per un Italiano, paese dove ci crediamo corrotti come nessun altro, è una lezione vedere come diventi “inutile” la corruzione in un contesto nel quale è legale pagare i politici. Questo è aggravato dalla enorme decentralizzazione Ammericana: la polizia, i tribunali sono privati, i comuni hanno potere su quasi ogni aspetto della vita pubblica: compagnie come FedEx, in questo contesto, possono controllare a loro piacimento un governo locale, con effetti molto più rilevanti di come non possano avere dove le competenze sono più centralizzate – e questo, a un Italiano, dice quanta cautela si dovrebbe avere nel parlare di decentralizzazione e federalismo.

Ma l’aspetto più “tipico” è raccontato da uno degli interventi al breve dibattito pubblico in consiglio comunale che ha preceduto la votazione. Un giovane, nero (sarà chiaro dopo il perché della precisazione), ha preso la parola, dicendo che veniva a parlare in nome degli abitanti di nord Memphis, la parte più povera della città, quasi interamente popolata da Afro-Americani. Il giovane ha detto di rappresentare quelli che soffrono il peso della povertà e del crimine e della violenza. Poi ha menzionato il fatto che un pomeriggio alla settimana (il martedì) lo zoo è gratuito. Infine ha acccusato i bianchi ricchi del centro che, per difendere il “loro” parco, volevano togliere ai poveri neri del nord la possibilità di visitare lo zoo “di tutti” –  un giorno a settimana, pagando comunque il parcheggio!

Questo sabato mi son recato al Greensward a guardare le auto che entravano e posteggiavano, per il 90% bianchi, tutte auto dal valore di svariate decine di migliaia di euro.

Storia di una città nella quale trasformare un parco pubblico in un parcheggio a pagamento è una azione in favore dei poveri, di quei poveri che han le auto, ovvero. Perché di quelli che non ne possono comprare una, dello stato pessimo dei trasporti pubblici nessuno ha parlato.

Ma, si sa, in Ammerica, tutti han l’auto!

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Informazioni su Simone Tulumello

Post-doc researcher in Planning and Geography at ULisboa, Institute of Social Sciences. Keen in cities, (Italian) politics, photography, electronic music, and food. Lover of cities, especially Palermo and Lisbon, in a complicated relationship with Memphis TN.
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